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Stocks & Markets

Previsioni di mercato: perché sono inutili (con i dati)

Se potessi prevedere il futuro, non te lo direi

Ogni gennaio, come un orologio svizzero, si ripete lo stesso rituale. I giornali finanziari pubblicano le "previsioni per il 2026". Gli strategist delle grandi banche emettono i loro target di fine anno sull'S&P 500. I guru dei social media spiegano dove investire nei prossimi 12 mesi. E i risparmiatori italiani, diligentemente, cercano su Google "dove investire nel 2026" (circa 40.000 ricerche al mese, a gennaio).

Poi arriva dicembre. E il 90% di quelle previsioni è carta straccia.

Non perché gli analisti siano stupidi. Ma perché prevedere il futuro dei mercati finanziari è impossibile. Non difficile. Non improbabile. Impossibile. E i dati lo dimostrano con una chiarezza che non lascia spazio a interpretazioni.

(Spoiler: se qualcuno potesse davvero prevedere i mercati, non lo direbbe a te in un articolo gratuito. Starebbe su una spiaggia a godersi i miliardi guadagnati in silenzio.)

Il problema: un'industria costruita sulle previsioni che non funzionano

L'industria della finanza ha un rapporto paradossale con le previsioni. Tutti sanno che non funzionano. Nessuno smette di farle. E il motivo è semplice: le previsioni generano attenzione, clic, ascolti, abbonamenti, provvigioni. Non devono essere accurate — devono essere interessanti.

Jason Zweig, editorialista del Wall Street Journal, ha scritto una frase che dovrebbe essere appesa in ogni redazione finanziaria: "Il consiglio che suona meglio nel breve termine è sempre il più pericoloso nel lungo termine."

La previsione del guru che dice "il mercato crollerà del 30%" suona autorevole, coraggiosa, controcorrente. Ti fa sentire al sicuro se ci credi e vendi tutto. Peccato che, nel lungo termine, il mercato salga circa il 70% degli anni. Chi segue il profeta di turno e resta fuori dal mercato perde rendimento reale, ogni giorno, ogni mese, ogni anno.

La sostanza: i dati che smontano le previsioni

Le grandi banche e i target annuali sull'S&P 500

Ogni dicembre, le principali banche d'investimento pubblicano il loro target per l'S&P 500 a fine anno successivo. È un esercizio che va avanti da decenni. Ed è un esercizio che, analizzato con i numeri, ha un valore predittivo vicino allo zero.

Uno studio del CFA Institute ha dimostrato che le previsioni di consenso degli strategist hanno una correlazione prossima a zero con i rendimenti effettivi. Tradotto: prendere le previsioni degli esperti e fare il contrario avrebbe la stessa probabilità di successo che seguirle.

Non è un'iperbole. È un dato statistico.

Morningstar e i fund manager: peggio di una monetina

Morningstar ha analizzato le previsioni annuali dei gestori di fondi, professionisti che gestiscono miliardi, con team di analisti, modelli quantitativi, accesso a dati privilegiati. Il risultato? Le loro previsioni sull'andamento dei mercati nell'anno a venire non battono il lancio di una moneta.

Il 50% delle volte azzeccano la direzione. Esattamente come farebbe un bambino di sei anni lanciando una moneta in aria. Con la differenza che il bambino non si fa pagare il 2% all'anno per il servizio.

I cigni neri che nessuno ha previsto

Facciamo un esercizio pratico. Pensa agli eventi che hanno sconvolto i mercati finanziari negli ultimi cinque anni:

Evento

Anno

Chi l'ha previsto?

Pandemia COVID-19 e crash del 34%

2020

Nessuno

Rialzo dell'inflazione al 9%+

2022

Quasi nessuno

Rialzo tassi più aggressivo dal 1980

2022-2023

Nessuno con il timing corretto

Rally dell'AI (+24% S&P 500 nel 2023)

2023

Nessuno a inizio anno

Magnifici 7 che trascinano il mercato

2023-2024

Nessuno nella portata reale

Zero su cinque. Gli eventi che hanno realmente mosso i mercati, quelli che contavano, non sono stati previsti da nessuno. Né dai modelli, né dagli strategist, né dai guru su YouTube.

Morgan Housel, autore de "La psicologia dei soldi", ha formulato una legge che spiega perfettamente questo fenomeno: "L'ottimismo e il pessimismo superano sempre il bersaglio." Le previsioni non sono altro che l'amplificazione del trend corrente. Se il mercato sta salendo, le previsioni dicono che salirà ancora. Se sta scendendo, predicono il disastro. Il futuro, per definizione, è ciò che il presente non riesce a immaginare.

E sempre Housel: "Il prezzo di qualsiasi asset è semplicemente ciò che qualcun altro è disposto a pagare, perché tutti i prezzi si basano su ipotesi soggettive riguardo al futuro." Se i prezzi sono ipotesi soggettive sul futuro, prevedere i prezzi significa prevedere le ipotesi soggettive di milioni di persone. Buona fortuna.

Il costo concreto del market timing: perdere i 10 giorni migliori

Fin qui la teoria. Adesso il numero che dovrebbe chiudere la discussione una volta per tutte.

Se avessi investito 10.000 dollari nell'S&P 500 e fossi rimasto investito per 20 anni (dal 2003 al 2022), avresti ottenuto circa 64.844 dollari.

Ma se avessi perso i 10 migliori giorni di mercato in quei 20 anni (solo 10 giorni su circa 5.000) il tuo risultato sarebbe crollato a circa 29.708 dollari.

Scenario

Risultato su 20 anni

Rendimento annualizzato

Investito per tutti i 20 anni

~$64.844

~9,8%

Perde i 10 giorni migliori

~$29.708

~5,6%

Perde i 20 giorni migliori

~$19.088

~3,3%

Perde i 30 giorni migliori

~$12.838

~1,3%

Perdere i 10 giorni migliori dimezza il rendimento. Perdere i 30 migliori lo azzera quasi del tutto. E qui sta il punto cruciale: i giorni migliori del mercato si concentrano quasi sempre nei periodi di massima turbolenza, spesso a pochi giorni dai giorni peggiori. Chi esce dal mercato per "aspettare che si calmino le acque" perde quasi inevitabilmente i rimbalzi più violenti.

(Per chi pensa che il market timing sia solo questione di "uscire ai massimi e rientrare ai minimi": dovresti avere ragione due volte consecutive. Quando uscire e quando rientrare. E dovresti averla con una precisione al giorno. Anche un orologio rotto segna l'ora giusta due volte al giorno — ma nessuno ci pianificherebbe la giornata.)

I media finanziari: vendono attenzione, non accuratezza

C'è un punto fondamentale che molti risparmiatori non capiscono: il lavoro dei media finanziari non è informarti correttamente. Il loro lavoro è riempire palinsesti, generare clic, vendere abbonamenti. L'accuratezza delle previsioni è irrilevante per il loro modello di business.

Nessun conduttore televisivo ha mai perso il posto perché le sue previsioni erano sbagliate. Nessun editorialista è mai stato licenziato per aver previsto un crollo che non è avvenuto. Anzi: i profeti di sventura che sbagliano vengono semplicemente dimenticati, mentre quelli che azzeccano una volta su dieci vengono elevati a oracoli.

Warren Buffett lo ha spiegato con la consueta semplicità: "Le previsioni possono dirti molto su chi le fa. Non ti dicono nulla sul futuro."

In Italia il fenomeno è amplificato. Ogni gennaio, la stampa finanziaria e i portali online si riempiono di titoli come "Dove investire nel 2026", "Le migliori azioni per il nuovo anno", "Il settore che esploderà". Entro giugno, nessuno si ricorda cosa avessero scritto. Entro dicembre, le stesse testate pubblicano serenamente l'edizione successiva, senza alcun bilancio delle previsioni precedenti.

(Se il meteorologo sbagliasse il 90% delle volte, cambieresti app. Ma se l'analista finanziario sbaglia il 90% delle volte, gli dai un altro anno di visibilità. Curioso.)

Cosa fare al posto di prevedere: quattro regole concrete

Se le previsioni sono inutili, cosa resta? Resta ciò che ha sempre funzionato: un processo. Non serve sapere cosa farà il mercato domani. Serve sapere cosa farai tu, qualunque cosa faccia il mercato.

1. Avere un piano finanziario (il piano È la previsione)

Il piano finanziario non prevede il rendimento del mercato. Prevede i tuoi obiettivi, le tue risorse, il tuo orizzonte temporale. E costruisce una strategia che funziona in scenari diversi, non in un unico scenario "previsto".

Non serve prevedere se il mercato farà +15% o -15% l'anno prossimo. Serve sapere che, nel lungo termine, un portafoglio diversificato ha sempre remunerato la pazienza. E costruire il piano di conseguenza.

Il piano è la tua previsione. L'unica che conta.

2. Diversificare

Se non puoi sapere quale asset class, quale settore, quale Paese andrà meglio nei prossimi 12 mesi, e non puoi, l'unica risposta razionale è possederli tutti. La diversificazione non è una strategia per massimizzare il rendimento. È una strategia per sopravvivere alla propria ignoranza sul futuro.

(Per approfondire perché la diversificazione è l'unico pasto gratis in finanza, leggi anche il nostro articolo "Come diversificare veramente i tuoi investimenti")

3. Restare investiti (il tempo batte il timing)

Lo abbiamo visto con i numeri: perdere i 10 giorni migliori del mercato in 20 anni dimezza il risultato. Restare investiti non è una scelta eroica. È una scelta matematica. Il mercato premia chi c'è, non chi cerca di indovinare quando esserci.

(Per approfondire il concetto di market timing, leggi anche "Market Timing negli investimenti: Cos'è e Perché Evitarlo".)

4. Ribilanciare secondo il piano (non secondo le previsioni)

Il ribilanciamento è l'antitesi della previsione. Non chiede "dove andrà il mercato?" Chiede: "il mio portafoglio è ancora allineato ai miei obiettivi?" Se l'azionario è salito troppo rispetto al piano, ne vendi un po'. Se è sceso troppo, ne compri un po'. Non perché prevedi il futuro — ma perché mantieni la rotta.


La frase da ricordare

Le previsioni di mercato sono un'illusione consolatoria. L'unica previsione che funziona è avere un piano e rispettarlo, qualunque cosa succeda.

Nessuno sa cosa faranno i mercati finanziari domani, il mese prossimo, l'anno prossimo. Nessuno. Né l'analista di Goldman Sachs, né il guru su YouTube, né il tuo consulente bancario (soprattutto non lui, che ha un conflitto di interesse strutturale nel farti muovere).

I mercati premiano la pazienza, la disciplina, la diversificazione. Non premiano le previsioni. Lo dicono settant'anni di dati. Lo dicono gli studi accademici. Lo dice il buon senso.

La prossima volta che qualcuno ti dice "il mercato farà questo", chiedigli una cosa: "Se lo sai davvero, perché lo stai dicendo a me invece di tenerlo per te?"

Il silenzio che segue vale più di qualsiasi previsione.

Se vuoi imparare a costruire il tuo piano finanziario, accedi al corso gratuito di Plannix.

FAQ

Le previsioni dei mercati finanziari sono affidabili?

No. I dati mostrano in modo inequivocabile che le previsioni di mercato, anche quelle formulate da professionisti con accesso a dati, modelli e team di analisti, hanno un valore predittivo prossimo a zero. Uno studio del CFA Institute ha dimostrato che le previsioni di consenso degli strategist hanno una correlazione quasi nulla con i rendimenti effettivi. Morningstar ha mostrato che i gestori di fondi non battono il lancio di una moneta nel prevedere la direzione del mercato a 12 mesi. Nessuno ha previsto i cinque eventi che hanno realmente mosso i mercati negli ultimi cinque anni: il COVID, l'inflazione, il rialzo dei tassi, il rally dell'AI, la concentrazione nei Magnifici 7.

Perché il market timing non funziona?

Il market timing non funziona perché richiede di avere ragione due volte: quando uscire e quando rientrare. I dati mostrano che perdere solo i 10 giorni migliori dell'S&P 500 in 20 anni dimezza il rendimento totale. E quei giorni migliori si concentrano nei periodi di massima turbolenza, spesso a ridosso dei giorni peggiori. Chi esce dal mercato "in attesa che si calmino le acque" perde quasi sempre i rimbalzi più violenti, che sono quelli che generano la maggior parte del rendimento di lungo termine.

Cosa devo fare se non posso prevedere il mercato?

L'alternativa alle previsioni è un processo: avere un piano finanziario basato sui propri obiettivi e orizzonti temporali, diversificare su più asset class e aree geografiche, restare investiti nel lungo termine e ribilanciare periodicamente il portafoglio. Il piano finanziario non cerca di indovinare cosa farà il mercato: costruisce una strategia che funziona in scenari diversi. Come dice Warren Buffett, "I mercati finanziari sono uno strumento per trasferire ricchezza dagli impazienti ai pazienti."

Perché i media continuano a fare previsioni se non funzionano?

Perché il modello di business dei media finanziari non si basa sull'accuratezza delle previsioni, ma sull'attenzione che generano. Un titolo come "Il mercato crollerà del 30%" genera clic, visualizzazioni, abbonamenti — indipendentemente dal fatto che si avveri o meno. Nessun giornalista ha mai perso il posto per aver sbagliato una previsione. Le previsioni vendono certezza in un mondo incerto, e la certezza è il prodotto più richiesto in ambito finanziario. Il problema è che la certezza non esiste, e pagarla, in termini di attenzione, tempo e decisioni sbagliate, può costare molto caro.

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