START NOW

Take your business to the next level with our features

Logo
Logo
rischio investimenti

Behavioral finance

La ''necessità di rischio'': il concetto che ti cambierà la vita

"Rischio" è una parola bellissima

"Rischio" è una delle parole più fraintese in finanza. Per la maggior parte delle persone evoca pericolo, perdita, notti insonni davanti al grafico del portafoglio. La reazione istintiva è: meno rischio possibile, grazie.

Ed è esattamente questa reazione istintiva che ti sta costando soldi. Molti soldi.

Perché il rischio, in finanza, non è solo il pericolo di perdere. È il prezzo di ingresso per ottenere un rendimento. Senza rischio, non c'è rendimento reale. E senza rendimento reale, i tuoi obiettivi di vita restano un esercizio di fantasia su un foglio Excel.

Il punto non è eliminare il rischio. È capirlo. E per capirlo davvero, devi conoscere le sue tre facce, non solo quella che ti raccontano allo sportello della banca.

Una sola domanda per tre risposte diverse

Quando un risparmiatore italiano si avvicina al mondo degli investimenti, la prima cosa che gli viene chiesta è: "Quanto rischio sei disposto a correre?"

La domanda arriva sotto forma di questionario MiFID. Una ventina di domande del tipo: "Come reagirebbe se il suo portafoglio perdesse il 20%?" oppure "Quanto tempo è disposto a mantenere l'investimento?". Il risultato è un profilino: conservativo, moderato, aggressivo, dinamico. Una parola sola per riassumere il tuo intero rapporto con il rischio finanziario.

Il problema è che questa domanda è solo un terzo della storia. Ed è il terzo meno importante.

I numeri lo confermano: secondo l'indagine Intesa SanPaolo, il 56% degli italiani si dichiara preoccupato per un danno da soli 1.000 euro. Nove risparmiatori su dieci dichiarano avversione assoluta al rischio. In pratica, se l'unica bussola è la tolleranza, l'Italia intera dovrebbe essere investita in conti deposito e BTP a 12 mesi.

E infatti, in larga misura, è esattamente quello che succede.

Ma c'è un dettaglio che sfugge: con un'inflazione al 2%, tenere i soldi parcheggiati su un conto corrente (o in un BTP che rende l'1% reale, se va bene) non è "non rischiare". È rischiare di perdere potere d'acquisto, ogni singolo giorno, in silenzio. Il rischio invisibile è il più pericoloso, perché non scatena l'allarme emotivo.

Chi crede di non correre rischi, ne sta correndo uno enorme. Solo che non se ne accorge.

Le tre facce del rischio

Il rischio ha tre facce. Conoscerle tutte e tre è la differenza tra pianificare e improvvisare. Tra arrivare dove vuoi e arrivare dove capita.

Faccia #1 — Tolleranza al rischio (la dimensione psicologica)

Quanta volatilità riesci a sopportare emotivamente senza andare nel panico e vendere tutto al momento peggiore?

Questa è la faccia che tutti conoscono. È quella misurata dai questionari MiFID. È quella che il tuo consulente bancario ti chiede prima di proporti un prodotto. E, in sé, non è sbagliata: se non riesci a dormire la notte perché il portafoglio è sceso del 15%, hai un problema reale.

Ma è un dato soggettivo, volatile (ironia della sorte), e fortemente influenzato dal momento. Chi ha vissuto il 2008 risponde diversamente da chi è entrato nel mercato nel 2023 dopo un anno e mezzo di rialzi. La tolleranza non è un tratto fisso della personalità, è uno stato d'animo che cambia con le circostanze.

Ed è qui che il sistema finanziario tradizionale si ferma. "Sei conservativo? Perfetto. Ecco una polizza unit-linked con protezione del capitale che costa il 3% all'anno."

(Il fatto che quella polizza protegga il capitale nominale ma non il potere d'acquisto, e che il 3% di costi annui mangi silenziosamente il rendimento per i prossimi 20 anni, non viene mai menzionato. Dettagli.)

Faccia #2 — Capacità di rischio (la dimensione finanziaria)

Quanto puoi permetterti di perdere senza compromettere la tua situazione finanziaria?

Qui non si parla di emozioni, ma di numeri. La capacità di rischio dipende da fattori oggettivi e misurabili:

Fattore

Capacità alta

Capacità bassa

Orizzonte temporale

20+ anni alla pensione

3 anni al pensionamento

Stabilità del reddito

Dipendente pubblico, reddito fisso

Freelance, reddito variabile

Patrimonio vs obiettivi

Patrimonio molto superiore al necessario

Patrimonio appena sufficiente

Obblighi finanziari

Nessun debito, figli indipendenti

Mutuo, figli all'università, genitori a carico

Fondo emergenza

6-12 mesi di spese al sicuro

Nessuna riserva liquida

Un trentenne con reddito stabile, nessun debito e 25 anni davanti ha un'enorme capacità di rischio, anche se emotivamente è terrorizzato dai mercati. Una sessantacinquenne con una pensione minima e nessun'altra entrata ha una capacità di rischio prossima allo zero, anche se psicologicamente sarebbe disposta a scommettere tutto sul Nasdaq.

La capacità di rischio determina il pavimento: quanto rischio puoi ragionevolmente permetterti, dato il tuo quadro finanziario reale.

Faccia #3 — Necessità di rischio (la dimensione degli obiettivi)

Quanto rischio devi assumerti per raggiungere i tuoi obiettivi?

Eccola. La faccia che nessuno ti racconta. Quella che cambia tutto.

Se i tuoi obiettivi richiedono un rendimento reale del 6% annuo e tu sei investito in BTP che rendono l'1% reale (nelle migliori delle ipotesi), non stai "giocando sul sicuro". Stai garantendo il fallimento del tuo piano. Matematicamente.

Facciamo parlare i numeri, perché i numeri non mentono.

Obiettivo: accumulare 500.000 euro in 20 anni.

Strategia

Rendimento reale

Capitale necessario oggi

"Conservativa" (BTP, polizze, conto deposito)

1% reale

~410.000 euro

"Bilanciata" (60/40 azioni/obbligazioni)

3% reale

~277.000 euro

"Crescita" (80% azioni globali)

5% reale

~188.000 euro

Rileggi quella tabella. L'investitore "conservativo" ha bisogno di 410.000 euro oggi per arrivare a 500.000 tra 20 anni. L'investitore con un portafoglio orientato alla crescita ha bisogno di 188.000. La differenza è di 222.000 euro. La prudenza, paradossalmente, ha un costo enorme.

Chi non ha 410.000 euro da parte e vuole raggiungere 500.000 in 20 anni non ha scelta: deve assumersi più rischio. Non per avidità o per brivido. Per necessità matematica.

La necessità di rischio determina l'obiettivo: quanto rischio ti serve per arrivare dove vuoi arrivare.

Come si combinano le tre facce

Le tre facce del rischio non si sommano. Si confrontano. E la risposta corretta è il minimo delle tre.

Ecco come funziona nella pratica:

Passo 1 — Calcola la necessità. Definisci i tuoi obiettivi finanziari con importo e orizzonte temporale. Calcola il rendimento reale necessario per raggiungerli dato il capitale attuale e i versamenti periodici. Questo ti dice quanto rischio devi prendere.

Passo 2 — Verifica la capacità. Analizza reddito, patrimonio, debiti, obblighi, fondo emergenza, orizzonte. Questo ti dice quanto rischio puoi prendere senza mettere in pericolo la tua situazione finanziaria. Organizza il patrimonio per obiettivi e orizzonti diversi, separando ciò che ti serve a breve da ciò che ha tempo per crescere.

Passo 3 — Valuta la tolleranza. Qui entri tu, con le tue emozioni e la tua storia. Quanto rischio riesci a sopportare senza fare danni, senza vendere nel panico durante un ribasso, senza cambiare strategia ogni sei mesi, senza cadere nei sette errori mentali che sabotano ogni piano?

Passo 4 — Prendi il minimo.

Vediamo un esempio concreto.

Faccia

Risultato

Traduzione

Necessità

Servono 5% reale annuo

Portafoglio 80% azioni

Capacità

Patrimonio ampio, reddito stabile, orizzonte lungo

Può sopportare fino a 90% azioni

Tolleranza

Non regge cali superiori al 20%

Massimo 60% azioni

In questo caso, il vincolo è la tolleranza. Il portafoglio sarà 60% azioni, non 80%. Il che significa che per raggiungere l'obiettivo servirà versare di più, o allungare l'orizzonte, o ridurre l'obiettivo. Non si può avere tutto.

Ma attenzione al caso opposto, quello più insidioso.

Faccia

Risultato

Traduzione

Necessità

Servono 5% reale annuo

Portafoglio 80% azioni

Capacità

Patrimonio limitato, orizzonte corto

Massimo 40% azioni

Tolleranza

"Sono aggressivo, metto tutto in azioni"

100% azioni

Qui il vincolo è la capacità. Non importa che tu voglia correre rischi: non puoi permettertelo. E se i tuoi obiettivi richiedono più rendimento di quello che la tua capacità consente, l'unica risposta onesta è: rivedi gli obiettivi, aumenta il risparmio, o allunga l'orizzonte.

Nessun prodotto finanziario risolve un problema di matematica. E chiunque ti dica il contrario sta vendendo qualcosa.

Il rischio vero è non raggiungere i tuoi obiettivi

La domanda giusta non è "quanto rischio posso correre?". La domanda giusta ha tre versioni, e le risposte vanno lette insieme:

  1. Quanto rischio devo prendere per raggiungere i miei obiettivi?

  2. Quanto rischio posso prendere senza mettere in pericolo la mia situazione?

  3. Quanto rischio riesco a sopportare senza sabotare il mio stesso piano?

Chi risponde solo alla terza, e la stragrande maggioranza dei risparmiatori italiani risponde solo alla terza, sta navigando alla cieca. E l'industria finanziaria tradizionale, quella che guadagna vendendo polizze con capitale protetto al 3% di costi annui, ha tutto l'interesse a tenerti cieco.

Perché un risparmiatore che conosce la propria necessità di rischio smette di comprare prodotti e inizia a chiedere soluzioni. E le soluzioni, a differenza dei prodotti, si costruiscono sulla relazione tra rischio e rendimento, non sulla paura.

Il rischio è una parola bellissima. Significa che esiste un prezzo per le cose che valgono. E che chi non è disposto a pagarlo, o chi non sa nemmeno quale sia il prezzo giusto, resterà sempre un passo indietro.

La necessità di rischio non è un concetto tecnico. È una bussola. E una volta che la conosci, non puoi più farne a meno.

Il punto è che questa bussola va costruita, con metodo.

Se vuoi iniziare a ragionare in questo modo e capire come collegare rischio, obiettivi e decisioni di investimento, puoi partire dal nostro corso gratuito.

FAQ

La tolleranza al rischio cambia nel tempo?

Assolutamente si. La tolleranza al rischio non e un tratto fisso della personalita: e influenzata dalle esperienze di mercato vissute, dall'eta, dalla situazione familiare e persino dall'umore del momento. Chi ha attraversato il 2008-2009 senza vendere ha una tolleranza "allenata" diversa da chi e entrato nel mercato nel 2021 e ha visto solo rialzi. Per questo motivo, la profilazione andrebbe aggiornata ogni anno e, soprattutto, andrebbe accompagnata dall'analisi della capacita e della necessita, che sono piu stabili e misurabili.

Come posso calcolare la mia necessita di rischio?

Il calcolo parte dai tuoi obiettivi: importo, orizzonte temporale, capitale attuale e capacita di risparmio periodico. Se sai che ti servono 500.000 euro tra 20 anni, hai 100.000 euro da parte e riesci a risparmiare 800 euro al mese, puoi calcolare il rendimento reale necessario. In questo caso servirebbero circa il 4-5% annuo reale, che implica un portafoglio con una componente azionaria significativa (indicativamente 60-80%). Un consulente finanziario indipendente puo fare questo calcolo con precisione. Ma anche senza consulente, avere chiaro l'ordine di grandezza cambia radicalmente le tue scelte.

Cosa succede se la mia tolleranza e troppo bassa rispetto alla necessita?

Succede che hai un problema, e va affrontato, non ignorato. Ci sono tre strade. La prima: lavorare sulla tolleranza con educazione finanziaria e un piano scritto che ti aiuti a non reagire d'impulso durante i ribassi. La seconda: aumentare il risparmio periodico per ridurre il rendimento necessario. La terza: ridimensionare gli obiettivi o allungare l'orizzonte temporale. In ogni caso, la risposta non e mai "investi in modo aggressivo e spera di non guardare il portafoglio". Perché se la tolleranza e bassa e il portafoglio e aggressivo, al primo ribasso serio venderai tutto, e il danno sara peggiore di qualunque strategia conservativa.

Un questionario MiFID e sufficiente per definire il mio profilo di rischio?

No. Il questionario MiFID misura quasi esclusivamente la tolleranza al rischio, e lo fa con domande astratte che producono risposte poco affidabili. Un processo di profilazione serio integra tutte e tre le dimensioni: tolleranza (psicologica), capacita (finanziaria) e necessita (obiettivi). Inoltre, la profilazione corretta e per obiettivo, non per persona: la stessa persona puo essere conservativa per i soldi che le servono tra 2 anni e aggressiva per quelli che le servono tra 25. Il questionario unico produce un profilo unico, che e come prescrivere la stessa dieta a tutti i pazienti di un ospedale.

Share:

Gain control over your money

We will send you the best free content on finance, economics, and investments to help you regain peace of mind and security when you think about your savings (even if you're starting from scratch).

Read the complete Privacy Policy.